venerdì 1 febbraio 2008

Ti scatterò una foto

Campo Urbano, Como 1969

Marcel Duchamp, New York 1965

Andy Warhol, New York 1964

Lucio Fontana, Milano 1964

Marc Chagall, 1958

Per "Ossi di seppia" Monterosso 1962

Milano, stazione centrale, 1953-54

Come meglio descrivere l'opera di un artista se non con le sue stesse parole?
Questo è quello che dice Ugo Mulas in una sua intervista:

"Nel 1964 sono andato per qualche mese in America, per una mia necessità, perchè là nessuno mi aveva mandato. Ho sentito il bisogno di andarci dopo aver visto la Biennale di Venezia, dove c'erano Johns, Dine, Oldenburg, Rauschenberg, Stella e Chamberlain. In un primo momento, negli Stati Uniti sono stato più stordito che convinto; poi, mi sono entusiasmato, perchè non si trattava soltanto di prendere contatto con una certa pittura, quanto di entrare nel mondo dei pittori, e al tempo stesso di condividere un momento straordinario, di essere il testimone di una cosa veramente importante nel momento in cui capitava e si affermava"

"L'operazione del fotografo è un'operazione mentale, come qualsiasi altra operazione e come tale non si può risolvere nel carpire un attimo fuggitivo. Una volta individuata una propria realtà qualsiasi attimo è buono, intercambiabile."

Di fronte ad alcune delle sue opere sono rimasta senza fiato. E' come se mi avesse fatto entrare in quel mondo che tanto ho amato durante i miei anni in accademia. Proprio con quegli artisti che ho ammirato in maniera particolare primo tra tutti Marcel Duchamp e poi Lucio Fontana e ancora entrare nella mitica factory di Andy Warhol.
Sono incredibili le emozioni che un'opera d'arte ti può regalare.

Se potete regalatevi quest'emozione andando al Pac (Padiglione d'Arte Contemporanea) fino al 10 febbraio

www.ugomulas.org

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