mercoledì 13 febbraio 2008

Autoritratto come metafora

Chaim Soutine "Carcass of beef" 1926

Rembrandt "Bue macellato" 1655

Francis Bacon "Figura con carne" 1954

Marc Chagall "Bue scuoiato" 1947

Un "bue squartato" non può essere un autoritratto! Direste voi.
Ma mettiamo il caso che stessi vivendo una tragedia, che sentissi un forte dolore al petto per una delusione, per un tradimento, per un lutto... o che mi sentissi analizzata in ogni movimento, che ogni mia parola, ogni espressione, ogni azione, ogni sguardo venisse giudicato tanto da sentirmi vivisezionata. Allora capite, che come metafora, diventa esattamente un autoritratto.

Tutto questo per dire che un'opera d'arte va sentita, va ascoltata secondo il nostro vissuto, secondo le nostre emozioni.

4 commenti:

joshua ha detto...

This is the very best ART blog I've ever visited!

Congrats!

PALAVROSSAVRVS REX

marianto ha detto...

thank joshua
you are very kind.

ilpiccolochimico ha detto...

monnalisa smile inspiration? Doesn't it?

marianto ha detto...

si hai ragione anche in monnalisa smile compare una di queste opere, se non sbaglio quella di Soutine. Bel film, da rivedere.